Tra le frasi inesatte che spesso mi giungono all’orecchio, parlando della nutrizione del cane e del gatto, ci sono quelle relative ai tantissimi prodotti alimentari che si vendono nei negozi di animali. Se ci siete entrati almeno una volta, vi sarete resi conto che vengono venduti alimenti molto diversi tra loro: da quelli dedicati ai cuccioli a quelli per gli anziani, dagli alimenti per animali sani a quelli per animali malati, da quelli per cani a pelo scuro a quelli per gatti pigri.

Naturalmente, non possiamo fare un discorso univoco che riguardi tutti questi tipi di alimenti; è chiaro che un alimento per gatti sterilizzati, per essere tale, deve avere qualcosa di diverso da quello “normale” per gatti adulti, nella composizione, ma per sapere “che cosa” ha di diverso, e soprattutto perché sia più adatto degli altri al dimagrimento del gatto, bisogna analizzare gli ingredienti e capire il perché del funzionamento (che, a volte, è tutt’altro che chiaro).

Ci sono diverse persone che sostengono che tutte le differenze tra i vari tipi di alimenti altro non sono che trovate commerciali, e che in realtà ciascun alimento vale l’altro.

La questione della “trovata commerciale” è inesatta. Questo perché può essere vera o meno, dipende dalle situazioni e, soprattutto, dal principio per cui funziona: ad esempio, gli alimenti per obesi spesso non hanno una concentrazione calorica ridotta (che ci si aspetterebbe!), ma semplicemente hanno più fibra insolubile che riduce l’assorbimento degli altri ingredienti, facendo quindi ingrassare di meno. Gli alimenti per l’igiene dentale, invece, possono semplicemente essere più duri e così avere un effetto di spazzolamento meccanico.

La “trovata commerciale” non si può valutare universalmente, ma caso per caso, e ognuno deve valutare se l’alimento X a cui è interessato abbia o meno le caratteristiche ricercate. Il giudizio sul fatto che sia utile a quel cane, o a quel gatto, o meno, lo darà il proprietario (o, nel caso, il veterinario) a seconda delle specifiche necessità.

Questo è tanto più vero quanto più gli alimenti hanno funzioni “marginali”: ci sono alimenti per gatti pigri o per il benessere del pelo in cui le differenze dai normali “Adult” sono davvero minime, quasi inesistenti.

Tuttavia, ci sono alcuni alimenti che si differenziano molto dagli alimenti standard, perché hanno delle caratteristiche terapeutiche, cioè sono fatti per supportare specifiche patologie. Sono gli alimenti Renal, Urinary, Hepatic, Intestinal, solo per citare i più conosciuti.

Dire che gli “alimenti terapeutici” sono trovate commerciali è sbagliato, perché si rischia che un proprietario, “influenzato” da queste voci, fornisca ad un animale malato un alimento non adatto a lui, che potrebbe non solo non migliorare, ma addirittura peggiorare la sua patologia.

In questo articolo scopriremo come distinguere un alimento il cui effetto è solo pubblicitario da un alimento pensato per particolari fini terapeutici. Che non vuol dire, solitamente, alimento che cura, ma “alimento che non peggiora lo stato della patologia”: sono due cose diverse.

Inoltre, voglio ricordare, gli alimenti terapeutici non sono esclusivi, nel senso che un alimento “terapeutico” industriale può essere sempre sostituito dalle alimentazioni casalinghe, naturalmente alimentazioni formulate specificamente per le singole patologie e studiate sul singolo animale. Se, quindi, seguite già una dieta casalinga per la dissoluzione dei calcoli di struvite (ad esempio), studiata appositamente per il vostro gatto, non c’è alcun bisogno di passare ad un industriale Urinary con lo stesso scopo, anche solo perché l’Urinary ha una formulazione standard ed è pensato per “tutti i gatti”, non specificamente per il vostro, a differenza dell’alimentazione casalinga.

Tornando alla distinzione tra gli alimenti terapeutici e quelli che non lo sono, cerchiamo di capire la differenza. Se non volete leggere, trovate il contenuto anche nel seguente video.

Gli alimenti non terapeutici

Gli alimenti non terapeutici sono tutti quelli su cui viene indicato il termine generico di alimento completo sulla confezione (i complementari generalmente non hanno mai indicazioni specifiche, considerando che vanno integrati con altri alimenti). Sono i normali alimenti che chi usa l’alimentazione industriale acquista per il proprio cane o il proprio gatto.

Tra questi ce ne sono tantissimi “specifici” per le situazioni più svariate, che però sono alimenti completi come tutti gli altri, senza caratteristiche precise, basate su fonti scientifiche mediche certe, che li differenzino; devono quindi seguire, per legge, le normali indicazioni relative ai fabbisogni nutrizionali minimi del cane e del gatto.

Certo, qualcosa di diverso c’è in questi alimenti rispetto agli altri, ma spesso le differenze sono minime: si parla di un ingrediente particolare in più, oppure di una percentuale più alta (o più bassa) di un nutriente rispetto agli altri, o ancora dell’assenza di questo o di quell’ingrediente rispetto alle formulazioni standard. Questo tipo di alimenti non deve essere preso come “oro colato”, ma bisogna analizzare almeno la tabella nutrizionale e la lista degli ingredienti: se si pubblicizza la presenza di fibra solubile per una particolare finalità positiva, ma poi la fibra grezza risulta essere solo il 2%, di cui l’1,5% insolubile, scopriamo che l’alimento non è poi così utile per quel fine. Fermo restando che, trattandosi di un alimento completo, rimane completo e non causa alcuna carenza.

Per gli alimenti non terapeutici, quelli definiti genericamente “completi”, non c’è alcuna legge che indichi delle prescrizioni ben precise da seguire, per cui è sempre opportuno analizzare bene l’alimento e capire se possa fare al caso del proprio animale. In molti casi, infatti, è più utile aggiungere all’alimento completo che si utilizza (di solito i croccantini) un alimento complementare specifico che aiuti verso quel problema, specialmente se non grave, rispetto al cambiare del tutto alimento.

Un esempio di alimento che “sembra” terapeutico ma non lo è. Il riferimento ai reni è chiaro, ma nella denominazione legale si legge “Alimento Completo”, e non “Alimento Completo destinato a particolari fini nutrizionali”. Non è un alimento terapeutico, ma un alimento completo come tutti gli altri.

Da qui si capisce che gli alimenti non terapeutici, anche se molto fantasiosi, sono per lo più mezzi di marketing aziendale, mezzi che cercano di indurre il cliente ad acquistare il suo prodotto piuttosto che un altro.

Questo, però, non vale per tutti gli alimenti che troviamo nei negozi: fanno infatti eccezione gli alimenti terapeutici veri e propri.

Gli alimenti terapeutici

Gli alimenti che in forma colloquiale chiamiamo “terapeutici” sono definiti dalla legge come alimenti destinati a particolari finalità nutrizionali, in base a quanto stabilito all’articolo 18 del Reg. 767/2009.

Le particolari finalità nutrizionali sono quelle patologiche, e per le singole patologie sono richieste delle indicazioni ben precise per ogni singolo tipi di patologia; le indicazioni specifiche cambiano anche in base alla specie animale, e sono definite dalla Direttiva 2008/38/CE.

Le patologie regolamentate, i cui alimenti non seguono le caratteristiche “standard” dell’alimento completo, sono secondo la direttiva:

  • L’Insufficienza Renale Cronica del cane e del gatto;
  • La dissoluzione dei calcoli di struvite nel cane e nel gatto;
  • La prevenzione di calcoli di struvite, di urati, di ossalati, di cistina;
  • La riduzione di reazioni avverse al cibo;
  • La riduzione dei disturbi dell’assorbimento intestinale;
  • La compensazione della maldigestione;
  • Il supporto della funzione del cuore in caso di insufficienza cardiaca;
  • Il controllo dell’apporto di glucosio per il diabete;
  • Il supporto alla funzione del fegato nel caso di insufficienza epatica;
  • La regolazione del metabolismo lipidico in caso di iperlipidemia;
  • La riduzione di rame nel fegato nel cane;
  • La riduzione dell’eccesso di peso;
  • La ripresa nutrizionale dopo la convalescenza;
  • Il supporto alla ricrescita del pelo dopo un’eccessiva perdita.

Queste sono le sole funzioni legalmente riconosciute che devono essere specificamente formulate per animali con problemi e che non sono trovate commerciali, ma alimenti con finalità precise riconosciute dalla legge europea.

Questi alimenti si possono facilmente distinguere dagli altri per due frasi ben precise (che per alcune patologie possono essere anche di più), indicate stessa normativa:

  • Il tempo per cui è necessario utilizzare quell’alimento; poiché questi alimenti, nel rispetto della patologia, possono avere carenze o eccessi rispetto agli alimenti tradizionali, non devono essere usati troppo a lungo per evitare che possano creare problemi;
  • La frase “si raccomanda di chiedere il parere di un veterinario prima dell’uso oppure prima di estendere il periodo di impiego”.

Il motivo di quest’ultima frase è sempre lo stesso: poiché l’alimento è sbilanciato per un animale sano, ed è bilanciato unicamente per un animale che abbia quella specifica patologia, non si può usare “a caso”, perché si tratta di un alimento specifico, basato su dati scientifici, e non è, in questo caso, una semplice indicazione pubblicitaria.

Per questo motivo, prima di fornire un alimento ai vostri animali, controllate sempre la presenza di queste due indicazioni, nel dubbio, e prima di fornirli, come dice la legge stessa, chiedete sempre consiglio ad un medico veterinario. 

Ma non solo: ricordate gli alimenti specifici per una singola patologia non sono tutti uguali: i Renal non sono tutti uguali, e gli Hepatic non sono tutti uguali tra loro. Se il veterinario che cura il vostro animale vi consiglia “un alimento Renal”, il mio consiglio è quello di chiedere delucidazioni in merito: non andate a farvi consigliare quale sia il migliore dal commesso del negozio di animali, ma chiedete direttamente al veterinario che vi ha consigliato di prendere, per esempio, un Renal, quale sia il Renal migliore per le specifiche necessità del vostro cane o gatto, per la sua specifica situazione.

Perché, certo, è vero che gli alimenti industriali non sono personalizzabili come un’alimentazione casalinga, ma visto che delle differenze ci sono è sempre importante prenderle bene in considerazione, anche perché avete a che fare con un animale malato.

Se, in caso di patologie, preferite un’alimentazione casalinga che abbia gli stessi effetti dell’industriale (gli effetti elencati qui sopra), non dovete far altro che chiedere ad un veterinario, a me o ad un collega, che si occupi di nutrizione clinica.

I mangimi medicati

Ultimo appunto finale per fare una precisazione: voglio ricordare che gli alimenti terapeutici non sono mangimi medicati, che sono una cosa diversa. Intanto sono contraddistinti da una grande banda blu centrale che indica la presenza del mangime medicato:

Questi particolari alimenti richiedono la ricetta medica veterinaria, che non è (come sapete tutti) necessaria per gli alimenti terapeutici. Si, perché i medicati contengono al loro interno anche un principio attivo, un medicinale a tutti gli effetti, che invece non si trova negli alimenti terapeutici. Vengono utilizzati solitamente negli animali da reddito (l’esempio che vedete qui sopra è un alimento per conigli) per una somministrazione più semplice, mentre per gli animali da compagnia si utilizzano invece i “normali” farmaci, che si acquistano in farmacia.

Tuttavia, anche se per gli alimenti terapeutici non è necessaria la ricetta, è comunque opportuno (come ci ricorda la legge) chiedere sempre consiglio ad un veterinario prima dell’uso.