Sapete quante informazioni si possono scoprire sulla qualità di un alimento per cani e gatti semplicemente leggendo la tabella nutrizionale?

In questo articolo impareremo come interpretarla per capire se un alimento è valido, o meno valido, per il vostro cane e il vostro gatto.

La tabella nutrizionale è una delle informazioni obbligatorie che i produttori devono inserire su tutti gli alimenti per animali: secchi, umidi e congelati riportano sempre questa informazione che è uguale per tutte le marche e per tutti i prodotti: la rende obbligatoria il regolamento CE 767/2009, ed è valida per tutti i paesi dell’Unione Europea.

La tabella nutrizionale la possiamo trovare sotto forma di tabella vera e propria oppure sotto forma di elenco, e anche se può essere un po’ nascosta siamo sicuri di trovarla sempre, e sempre in Italiano; è obbligatorio indicarla anche negli alimenti che si comprano su internet, nella scheda dell’alimento.

La tabella da sola non fornisce tutte le indicazioni per capire la qualità dell’alimento, ma ci illumina già abbastanza da sola: possiamo trovare al suo interno le informazioni su quattro elementi nutritivi che sono la proteina, i grassi, la fibra e i sali minerali. Poi ce ne sono altri due, l’acqua e i carboidrati, che però sono nascosti: in questo articolo scopriremo comunque come si calcolano.

1. Proteine grezze

Le proteine sono l’elemento più importante nella nutrizione del cane e del gatto: sono i “mattoni” che costituiscono l’organismo e in particolare la massa muscolare, per cui bisogna fare attenzione che non siano troppo poche nell’alimento.

I fabbisogni in proteine cambiano in base all’animale e in base alla sua età: i cuccioli, ad esempio, hanno bisogno di più proteine rispetto agli adulti, mentre i gatti hanno un fabbisogno superiore rispetto ai cani.

Scegliere un alimento che abbia troppe poche proteine fa sì che l’animale non ne abbia abbastanza da garantire il ricambio necessario per l’attività quotidiana, tanto più se è un animale molto attivo, o che fa sport.

Per questo è importante che l’alimento per cani adulti abbia almeno il 22%-24% di proteine, che diventano 27-30% nel cucciolo. Nel gatto invece dobbiamo avere almeno il 25%-30% di proteine per l’adulto, il 33%-35% nel gattino.

L’eccesso di proteine, secondo gli studi attuali, non è invece un problema, perché le proteine di troppo semplicemente non vengono assorbite dagli animali. Bisogna fare attenzione solo negli anziani, in cui i problemi renali potrebbero aumentare il metabolita di scarto che deriva dalle proteine, l’urea, ma bisogna fare attenzione solo se l’animale ha già problemi di reni.

In generale, quindi, l’eccesso di proteine non rappresenta un problema negli alimenti, sempre che non siano così tante da togliere spazio agli altri nutrienti.

Bisogna anche dire però che non tutte le proteine sono uguali: alcune sono di miglior qualità, come quelle dell’uovo o della carne, mentre altre sono meno digeribili, come quelle vegetali; valutando le proteine, controllate sempre anche la lista degli ingredienti per capire da dove provengono: il nome “proteine grezze” sta infatti ad indicare che la tabella nutrizionale non ci indica la digeribilità, ma solo la quantità delle proteine. Un alimento potrebbe essere composto solo da… capelli, che sono strutture proteiche, quindi avere tantissime proteine ma completamente indigeribili.

2. I grassi grezzi

I grassi sono una delle fonti energetiche più importanti per l’alimentazione del cane e del gatto. Negli alimenti secchi il loro valore va dal 10% al 20%, anche in base alla quantità dei carboidrati, che vedremo dopo.

Il grasso serve a fornire energia all’animale, per cui se le proteine erano la “carrozzeria” dell’organismo, il grasso è la benzina, che gli permette di svolgere le normali attività quotidiane.

Troppo poco grasso significa poca energia, e l’animale tenderà a dimagrire perché userà tutte le sue riserve; tuttavia anche dare troppo grasso non è ottimale, perché quello in eccesso viene accumulato, e questo predispone all’obesità dell’animale, che ha conseguenze piuttosto gravi con l’andare avanti della vita.

Il grasso si valuta sempre in base ai carboidrati, ma anche in base all’attività dell’animale: un cane o un gatto pigri hanno bisogno di meno energia rispetto agli animali che fanno molto movimento, come i cani sportivi, per cui il “valore ideale” di grassi cambia da animale ad animale, e deve essere valutato singolarmente.

3. La fibra grezza

Di tutti gli elementi presenti nelle crocchette e nel cibo umido, la fibra è l’unico che i cani e i gatti non possono digerire. Non sono animali erbivori e, a differenza della mucca, o del coniglio, è impossibile per loro assimilare questo nutriente.

Nell’alimento secco se ne trova poco, dal 2,5% al 5%, ma la sua funzione è importante: la fibra serve a regolare il movimento intestinale, e quando ce n’è poca gli alimenti non riescono a scorrere, e l’animale rischia la costipazione intestinale. Quando è troppa, invece, il rischio è il movimento troppo veloce, quindi la diarrea.

Il contenuto ideale di fibra varia, come per i grassi, da animale ad animale, ma qui i nostri amici a quattro zampe ci superano: se hanno la possibilità di girare su un giardino o su un balcone, e di trovare dell’erba, prenderanno da soli la fibra vegetale che eventualmente manca nella loro alimentazione.

4. Le ceneri grezze

Una volta ho letto un commento, su internet, scritto da una ragazza che diceva “Non date ai vostri animali gli alimenti industriali, contengono ceneri e schifezze varie…”. Ora, è indubbio che una dieta casalinga abbia una qualità maggiore rispetto all’alimento industriale, ma allo stesso tempo quella ragazza… non sapeva cosa fossero le ceneri.

Le ceneri sono le sostanze che, nelle etichette umane, sono indicate come sali minerali. Si chiamano così perché, quando si analizza l’alimento per scoprirne i componenti, questo viene messo in una stufa che raggiunge 500 gradi di temperatura: 500 gradi bruciano tutto, proteine, grassi, carboidrati, e fanno anche evaporare l’acqua, ma non i sali minerali. Che, a vederli dopo questo processo, sembrano… cenere.

Troppi minerali negli alimenti non servono, perché il corpo assume solo quelli di cui ha bisogno; costano poco, e i produttori tendono a metterne il più possibile, ma se ne troviamo più del 7%, nel secco, in un alimento per animali sani, stiamo scegliendo un alimento di qualità non altissima.

Di tutti i minerali i produttori devono specificare, per legge, la presenza solo di due di essi: il calcio e il fosforo. Questi due valori, che sono intorno all’1%, sono sempre sufficienti negli alimenti completi per alimentare bene cani e gatti, ma la loro indicazione è utile per chi segue le “diete miste”, formate ad esempio da secco e umido insieme, o da secco e dieta casalinga: in questo caso i valori diventano importanti per evitare che la dieta risultante non abbia carenze minerali per quell’animale.

5. L’umidità

L’umidità è semplicemente l’acqua contenuta all’interno dell’alimento. L’acqua non è una sostanza nutritiva, ma cambia lo stato del prodotto: un alimento con poca acqua sarà secco, mentre un alimento con molta acqua sarà umido.

Negli alimenti secchi ci può essere un massimo del 14% di acqua, una quantità davvero bassa se consideriamo che non possiamo togliere tutta l’acqua da un alimento, dal punto di vista chimico. Se un alimento è secco, il produttore però non deve indicare il valore di acqua contenuto al suo interno, e chi acquista l’alimento deve conoscere questo valore, 14%, per conto proprio.

Nell’alimento umido, che deve avere almeno il 34% di acqua per essere definito tale, di solito abbiamo un valore di umidità che va dal 75% all’85%: gli alimenti umidi sono costituiti principalmente da acqua, per cui (considerando le sostanze alimentari che contengono) sono molto più costosi rispetto agli alimenti secchi.

Avere tanta acqua ha anche dei vantaggi, ma in generale sarebbe meglio evitare alimenti troppo acquosi: a parità di prezzo, un alimento che ha il 75% di acqua contiene quasi il doppio delle sostanze nutritive rispetto all’alimento che ne ha l’85%.

Bisogna sempre ricordare, infatti, che anche se nell’alimento c’è poca acqua, l’animale può tranquillamente bere dalla ciotola che ha sempre a disposizione.

6. I carboidrati

L’ultimo elemento nutritivo che possiamo trovare nell’etichettatura nutrizionale sono i carboidrati. O, meglio, non lo troviamo, perché la legge non obbliga i produttori a riportarlo: se lo vogliamo sapere, lo dobbiamo calcolare.

Per sapere quanti carboidrati ci sono in un alimento secco, bisogna usare questa formula:

  • Carboidrati = 100-Proteine-Grassi-Fibre-Ceneri-14

Come si può facilmente capire, bisogna sottrarre da 100 (che è il totale dell’alimento) la quantità di proteine, di grassi, di fibre, di ceneri e il numero 14, che rappresenta l’acqua. Il risultato è ciò che rimane nell’alimento tolte queste sostanze nutritive, ovvero principalmente i carboidrati.

I carboidrati, sia semplici (come il normale zucchero) sia complessi, come gli amidi (contenuti in grano, mais, riso, patate e altri alimenti vegetali) hanno, come i grassi, una funzione energetica; nell’immediato forniscono energia al cane o al gatto, ma quando sono troppi si accumulano. Il corpo, per accumularli, li trasforma però in grassi, per cui troppi carboidrati nella dieta del cane e del gatto significano obesità, nonché predisposizione ad altre malattie come il diabete.

I carboidrati non fanno parte dell’alimentazione naturale del cane e del gatto, che sono carnivori: questo significa che un alimento con tanti carboidrati non è un alimento di qualità. 

Naturalmente il conto, che si può fare con una normale calcolatrice, non è precisissimo, per cui non allarmatevi se l’alimento del vostro cane contiene il 15% di carboidrati e quello del cane del vostro amico ne ha il 17%: allarmatevi piuttosto se, invece, il vostro alimento ne contiene il 50%: quell’alimento non è un alimento per cani… è un alimento per galline.