L’insufficienza renale cronica è una delle patologie tipiche dei cani e dei gatti anziani più diffuse e anche più spaventose per il proprietario. Si tratta di una patologia cronica, destinata a durare, che richiede controlli costanti e che implica una gestione differenziata: dall’alimentazione, alle integrazioni, ai farmaci, ci sono diverse strategie per supportare un cane o un gatto che soffre di questa patologia.
In questo articolo faremo un approfondimento su questa patologia, valutando i diversi aspetti che la riguardano, sia dal punto di vista diagnostico, sia da quello del trattamento medico, sia da quello alimentare, per rispondere alle domande più frequenti su questa patologia che maggiormente attanagliano i proprietari e che spesso, nell’attività professionale, mi trovo ad affrontare.
In questa prima parte, però, ancora prima di spiegare questa patologia voglio concentrarmi sulle paure principali da parte del proprietario. Un proprietario che riceve una diagnosi di insufficienza renale cronica, di solito si scoraggia. Le indicazioni dei colleghi veterinari, o quelle che si trovano in internet, spesso sono davvero lapidarie e vengono riassunte in una semplice frase: “dall’insufficienza renale cronica non si guarisce”. Questa frase è sufficiente per demoralizzare fortemente il proprietario, che spesso si prepara ad aspettarsi la morte del proprio animale domestico da un momento all’altro. La buona notizia è che nella quasi totalità dei casi non è così.
La frase, di base, è vera: non c’è cura (trapianto renale a parte) alla maggior parte delle insufficienze renali croniche, e nella prossima parte vedremo meglio il perché (ci sono anche alcune eccezioni, ma appunto sono eccezioni). Il fatto che la patologia non si possa curare però non vuol dire due cose:
- Non vuol dire che il cane o il gatto morirà domani, salvo casi gravissimi. Nell’insufficienza renale cronica, l’aspettativa di vita del cane o del gatto specialmente se la forma non è grave può essere tranquillamente di diversi anni, e diversi anni per una patologia tipica di solito di animali anziani significa un’aspettativa di vita molto simile a quella degli animali che non soffrono di questa patologia. Quando si riceve questa diagnosi, non bisogna preparare nessun funerale, specialmente se il cane o il gatto visivamente sta bene.
- Non vuol dire che non si possa fare nulla. Sebbene la patologia non possa migliorare, l’obiettivo di quello che si fa è non farla peggiorare, che è un obiettivo raggiungibile. La presenza di un’insufficienza renale cronica non vuol dire che la patologia progredirà: se gestita correttamente, ci sono ottime possibilità di fermare la progressione allo stadio a cui è stata diagnosticata. Questo vuol dire che se il cane o il gatto visivamente sta bene, continuerà a stare bene e non si renderà nemmeno conto di avere qualcosa che non va. Analisi a parte, non se ne renderà conto nemmeno il proprietario: insomma, tutto continuerà come prima.
Fanno ovviamente eccezione i casi più gravi, quelli che richiedono ricovero immediato o che comunque presentano sintomi evidenti (cattivo stato del pelo, vomito ricorrente, odore di urina dell’alito e della pelle); ma se questi sintomi non sono presenti, è il caso di non rassegnarsi: una corretta gestione permetterà di garantire una bella (e lunga!) vita al vostro cane o al vostro gatto (Fonte: Bartges J et al., Nephrology and Urology of Small Animals, Blackwell Publishing Ltd., 2011, pag. 433, colonna destra).
Addirittura, questa fonte (Fonte: Bartges J et al., Nephrology and Urology of Small Animals, Blackwell Publishing Ltd., 2011, pag. 528) riporta come spesso una mancata spiegazione della situazione al proprietario fa sì che il proprietario si rassegni alla perdita del proprio animale, e questo fa sì che non ci sia impegno da parte sua nella gestione della malattia, e di conseguenza il cane, o il gatto, ha un esito fatale molto prima di quanto avrebbe dovuto. E’ un problema per così dire “psicologico” del proprietario, non fisico del cane o del gatto, ed è ovviamente una situazione da evitare: l’impegno del proprietario è fondamentale nel trattamento della patologia.
L’obiettivo di questa parte era quella di rincuorare i proprietari, che spesso si trovano spiazzati dalla diagnosi: spero intanto di essere riuscito. Nelle prossime sezioni capiremo meglio il perché di queste indicazioni, con l’indispensabile supporto della letteratura scientifica.
Insufficienza renale cronica del cane e del gatto: cos’è
L’insufficienza renale cronica del cane e del gatto è definita come qualsiasi anomalia strutturale e/o funzionale di uno o entrambi i reni che sia stata presente ininterrottamente per tre mesi o più. I reni di cani e gatti con CKD sono in genere caratterizzati da una riduzione permanente del numero di nefroni funzionanti (Fonte: Bartges J et al., Nephrology and Urology of Small Animals, Blackwell Publishing Ltd., 2011, pag. 433).
La tempistica minima serve a distinguere un’insufficienza renale cronica da un’insufficienza acuta, patologia dalle cause diverse e generalmente reversibile, grazie ad una terapia rapida (l’insufficienza renale acuta è tipica, ad esempio, delle infezioni renali oppure degli avvelenamenti).
L’insufficienza renale cronica identifica un problema che si mantiene nel rene per diverso tempo, e che di solito porta ad una perdita del numero di nefroni, cioè delle strutture microscopiche che costituiscono la base del rene e ne permettono il funzionamento.

Un nefrone del cane o del gatto (sulla sinistra). Si compone da glomerulo renale, tubulo contorto prossimale, ansa di Henle e tubulo contorto distale. Sulla destra, il dotto collettore dell’urina, che non fa parte del nefrone (ma si trova sempre nel rene).
Di solito i nefroni persi vengono sostituiti da un tessuto inutile (ai fini della funzionalità renale) che è il tessuto fibroso, simile a quello delle cicatrici. Come in una cicatrice non si ripristinerà la funzionalità della pelle (non cresceranno peli, ad esempio) così nel rene, in presenza di tessuto fibroso, non avremo una ripresa dell’attività.

Un infarto renale è una delle possibili cause di insufficienza renale cronica. La parte bianca indicata dalle frecce indica la perdita dei nefroni sostituiti da tessuto fibroso. In un infarto la perdita è localizzata ad una sola area del rene (piramide renale) ed è ben evidente all’ecografia.
Questo è il motivo per cui nella maggior parte dei casi dall’insufficienza renale non si guarisce. La perdita fisiologica di altri nefroni porta ad un progressivo peggioramento della situazione salvo che si mettano in pratica azioni volte ad evitarlo (Fonte: Bartges J et al., Nephrology and Urology of Small Animals, Blackwell Publishing Ltd., 2011, pag. 433, colonna destra).
Questo succede perché il rene, per cercare di compensare la perdita di nefroni, fa “lavorare di più” gli altri nefroni, cosa che in un primo momento aiuta, ma che alla lunga li esaurisce funzionalmente, causando una necessità di ricambio maggiore che il corpo non riesce a soddisfare (Fonte: Bartges J et al., Nephrology and Urology of Small Animals, Blackwell Publishing Ltd., 2011, pag. 434).
Esistono anche delle eccezioni, come alcune malattie infettive croniche, che se risolte possono portare alla ripresa della funzionalità; queste situazioni non degenerative esistono, ma sono rare, e sono quindi da considerare eccezioni e non la regola.
In alcuni casi, l’insufficienza renale non compare nel corso della vita ma già alla nascita; è il caso delle cisti renali nel gatto, oppure delle malformazioni renali. In questi casi, l’animale nasce con l’insufficienza, ma la cosa positiva (se l’insufficienza non è grave) è che queste condizioni a differenza delle degenerazioni non sono progressive: il cane o il gatto nasce con una funzionalità renale ridotta (ad esempio, mancano nefroni dove ci sono le cisti, che sono praticamente delle bolle d’acqua) ma queste non hanno tendenza né a crescere, né c’è tendenza allo sviluppo del tessuto fibroso; per questo, la situazione tende a rimanere stabile.
Le cause di insufficienza renale sono diverse e se possibile vanno distinte. Non sempre lo è, perché per capire molte delle cause che possono portare ad insufficienza (vecchie infezioni, accumulo di sostanze estranee nel rene, progressione fisiologica) andrebbe fatta una biopsia renale, tecnica a cui si ricorre solamente nelle situazioni più gravi ma che si pensa possano migliorare.
In ogni caso, capire cos’è la patologia permette di capire perché nella maggior parte dei casi non guarisce, ma anche perché se trattata in modo opportuno non peggiora: limitare la perdita di nefroni evita il peggioramento della situazione.
Nelle prossime settimane verranno pubblicate le prossime sezioni: vi invito a seguire il sito, o il canale YouTube, per non perdere i prossimi aggiornamenti!

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